PALUMBO PAOLO


 Ognuno di noi ha il diritto di avere un suo spazio in questa vita meritevole al fine di raggiungere gli obiettivi prefissati da realizzare. Ci sono obiettivi persi, altri che maturano lungamente nel corso del tempo, altri ancora, invece, cambiano repentinamente. Di sicuro, ciò che non cambia nella vita sono le sfide che quotidianamente ognuno di noi è portato ad affrontare. In questo rincorrersi di domande, aspettative e novità, capita spesso, dunque, che le sfide ti si aprano all'improvviso e, inspiegabilmente, si mostrano molto più grandi di te. La storia che sto per raccontare nasce proprio in uno dei luoghi dove il piacere della vita si fa realtà è diventa gusto; nasce da una sfida inaspettata che, però, non ha mutato quell’obiettivo che si rincorre da una vita: parliamo della cucina e dal sogno di fare della cucina la propria vita. Paolo Palumbo ne è il protagonista. Un bimbo dai grandi sogni nati e cresciuti seguendo l'estro del papà Marco, noto ristoratore di esperienza internazionale, amante della cucina nel vero senso del termine. Marco, papà di Paolo, condivide con il proprio figlio questa passione, rendendolo partecipe di esperienze intorno al mondo fin da piccolo. A soli diciotto anni Paolo con un talento di grande spessore corona un grande sogno: partecipare all'esame di ammissione all'Alma, la grande Scuola Internazionale di Cucina di Gualtiero Marchesi. Ma quando Paolo raggiunge questo importante traguardo, la vita non smentisce il suo essere imprevedibile. Senza spiegazione alcuna le sue mani tanto abili ad armeggiare gli utensili di cucina sembrano tutto ad un tratto come impazzite. Uno scherzo, forse? Uno scherzo del destino che fa perdere il controllo non solo delle mani ma, progressivamente, anche il resto degli arti superiori. Il progetto dell'Alma si allontana, svanisce e comincia un'avventura assurda e incalzante fatta solo di visite, dottori, di dubbi e perplessità. Diagnosi improbabili e perfino un intervento a una spalla. Tutto inutile, senza risultato, senza risposta. Paolo però affronta ogni cosa con tenacia e determinazione, d'altronde nelle sue vene scorre il sangue di due isole meravigliose: Sicilia e Sardegna. Due isole e popoli famosi per la fierezza, per l'ostinazione e quella sana caparbietà mista al desiderio di non cedere mai. Da qui la decisione di approdare al Nemo di Milano e ahimè la conferma incredibile della definitiva diagnosi: SLA (Sclerosi Laterale Amiotrofica). Paolo è, tutt’oggi, il malato di Sla più giovane d’Europa. Durante il periodo di degenza, la premura e l'attenzione da parte di tutti per cercare di non fare scontrare Paolo troppo presto con l'evidenza degli effetti della Sla sembra essere quasi una priorità. Ma Paolo è un ragazzo curioso, con una forza interiore straordinaria, e guardando in faccia questa terribile malattia avanzare, decide di conoscere e vedere altre persone che da anni lottano contro questa malattia. E così nascono tanti incontri che portano a tante amicizie, tra cui una in particolare: Antonio, malato di Sla già in una fase decisamente critica. Da cosa nasce cosa. Perché basta una semplice domanda, semplice ma profonda fatta ad Antonio, per far balenare un'idea geniale. «Cosa ti manca di più?» Antonio confessa a Paolo il suo desiderio: poter riprovare il sapore dei cibi. L'estro di Paolo è pronto a realizzare due obiettivi unici, un libro di ricette omogeneizzabili, uniche e speciali dedicate a chi soffre di disfagia: Sapori e Colori; e il Gusto della Vita, un tampone che permettere a chi, purtroppo, la malattia ha già tolto la possibilità di mangiare di riassaporare già subito il gusto dei. Nuove strategie da mettere in campo, questo è il modus operandi di Paolo, per "contagiare di sensibilità "chi ancora non sa. Paolo che non si ferma mai: racconta la sua storia, incontra volti importanti, si crea altri obiettivi. Così questo ragazzo nel giro di poco tempo riesce in maniera capillare e incisiva a farsi conoscere e a dare voce e spazio alla sua storia. Anche i mass media diventano strumenti di comunicazione e Paolo è sempre in prima linea; una vita fatta di viaggi, di persone e di svolte decisive, ma l’incontro deciso è con Marco Gualtieri, un imprenditore di fama internazionale, sostenitore attento, scrupoloso del benessere e della salute. Un nome, una garanzia, una chiave importante nella vita di Paolo. Non poteva essere altrimenti, un incontro che consente di dar vita ad una serie d’iniziative sempre più importanti con un unico obiettivo: sconfiggere questa terribile malattia. Gualtieri permette a Paolo di conoscere Obama, ospite d’onore in Italia a un evento importantissimo che incondizionatamente decide di aiutare Paolo e proporgli di seguirlo negli Stati Uniti per sottoporsi a terapie sperimentali da lui autorizzate. Paolo in tutto questo dimostra di essere davvero "grande ". Gli basterebbe andare in America come suggerito da Obama? No, preferisce che si possa diffondere in Italia la sperimentazione, perché la malattia non ha colpito solo lui. Un gesto davvero generoso Nel giro di poco tempo Obama riesce a creare un contatto tra i ricercatori, luminari sulla Sla e a Paolo tornano alla mente le parole del nonno, poliziotto in prima linea, amico di Ingroia, sostenitore e collaboratore nella grande campagna anti -mafia che grazie a Falcone e Borsellino "colpirono nel profondo i colpevoli di atroci delitti e attentati " attraverso un'azione sinergica. Perché, infatti, non utilizzare lo stesso sistema, la stessa “intenzionalità” per combattere la SLA? Da Pool anti -mafia a Pool Anti Sla. Un'unità di intenti per iniziare da subito sperimentazioni e cure. Marco Gualtieri, con la sua presenza e operatività dettata da un animo di grande spessore, impiega tempo e risorse per rendere possibile e reale l’idea di Paolo: il Pool Anti Sla.A Varese, a fine novembre viene istituzionalizzato. Ma non solo, simultaneamente viene sempre promossa una grande campagna pubblicitaria. Uno spot acuto, diretto dove la Sla viene messa a nudo e spiegata per quello che fa ma non per quello che potrà fare ancora. Nell'ultima parte di questo spot, c'è Paolo ed è proprio lui che interviene dicendo alla malattia «Per ora». Una sfida che ha sete di vittoria. Lo Sla Team Dream si occupa anche della raccolta di fondi. Tanti salvadanai da riempire perché cure sperimentali del Pool Anti Sla possano essere alla portata di tutti. La storia di Paolo è questa, pronta a raccontare nuove conquiste e a riprendersi il suo posto nel mondo.