MARRAS MARIA ADELE PATRIZIA

Patrizia Marras, nata a Nuoro il 05/09/1962, vi ho sempre vissuto fino alla maturità, per poi trasferirmi, ma solo durante il corso di studi universitari, a Sassari dove ho conseguito la laurea in Giurisprudenza.Patrizia Marras, nata a Nuoro il 05/09/1962, vi ho sempre vissuto fino alla maturità, per poi trasferirmi, ma solo durante il corso di studi universitari, a Sassari dove ho conseguito la laurea in Giurisprudenza.             Dopo il periodo di praticantato, ho conseguito l'abilitazione allo svolgimento della professione di Avvocato,esercitandola a tutt'oggi. Socia di capitale di una srl di famiglia (la Adel 2018 SRL) che si occupa di rivendita al dettaglio di calzature,sono altresì consulente legale delle altre aziende di famiglia in materia di trasporti. Sono felicemente coniugata e madre di due figli sono candidata alle elezioni 2019 per il rinnovo del Consiglio Regionale della Sardegna per il Collegio di Nuoro ho accettato la candidatura e ho deciso di fare questa esperienza mossa dalla volontà di voler trasmettereun messaggio di fiducia capace di far rinascere la speranza per il mio territorio, cenerentola dell'isola (isolanell'isola) e stimolare un cambiamento positivo e di rinascita per il quale non mi risparmierò.Il mio punto di forza è sempre stato e sarà il rapporto diretto con la gente, dal cittadino più umile a quellopiù partecipe della cultura ed economia locale, e anche per deformazione professionale, mi sento “votata”alla difesa dell'ultimo e del più debole, senza alcun astio nei confronti dei soggetti promotori dell'economia. Su questa verità ho deciso di basare tutto il mio percorso, a partire dalla campagna elettorale, convinta cheoccorra ascoltare di più e riaprire le braccia alla gente per raccoglierne le istanze.I problemi della Sardegna sono noti a tutti e su questi ho sentito ripetute e spudorate promesse. Non sonointenzionata a fare elenchi di tutto quello che credo fermamente di dover fare per il bene della mia terra, equesto per l’infinito rispetto che è dovuto alla gente, avvilita, e ancor peggio rassegnata, che non crede piùa ciò che i politici dicono.Si potrà credere solo in ciò che verrà fatto.